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100 mila dollari per l'ultimo duello

Di lui avevamo già parlato a proposito di Stephon Marbury, è Brandt Andersen, proprietario degli Utah Flash (D-League), colui che aveva proposto al figliolo di Coney Island di farsi quattro tiri nella sua squadra per la prossima stagione.

Oggi se ne esce con un'altra trovata: 100 mila dollarozzi in beneficenza per rivedere ancora una volta il duello tra Michael Jordan e Byron Russel, un remake fra anziani di una favolosa gara 6 di Finals nella quale i Bulls si presero l'ennesimo anello.
Per chi se lo fosse perso, o dimentica, o per chi lo volesse semplicemente rivedere, ecco un piccolo video, in italiano per capire di cosa si parla.

P.S.: la trovata di Andersen sa proprio di "americanata".

Destinazione Miami per Booz?

Booz è Carlos Boozer, ala degli Utah Jazz, compagno di Deron Williams, ex ala per tutta la vita di LeBron James, in versione latitante in questi playoff.
Il signore pare sia atteso in Florida nelle spiagge di Miami Beach e sul parquet dei Miami Heat a fare compagnia a Dwyane Wade, se non subito per lo meno l'anno prossimo quando potrà scegliersi la squadra che vuole (ah..le clausole contrattuali!), ma visto che l'anno prossimo Utah non ricaverebbe un singolo Presidente in tenuta verde magari ci scappa la trade estiva o nella prossima primavera.
Gli indizi dicono destinazione Miami: casa nel Sud della Florida, figlia malata che al freddo di Salt Lake City (quello tanto temuto anche da Karl Malone) aggrava le sue condizioni e il ricordo del modo in cui Booz abbandonò Clevland per i Jazz.

I Lakers in finale di conference! (108-105) (LAL[1]-UTA[4] 4-2)


E cosi i Lakers alla fine riescono a vincere nel campo dove quest'anno avevano sempre perso, e cosa più importante, riescono a ritornare in finale di Conference, 4 anni dopo la squadra targata Kobe, Malone e O'Neall che doveva spaccare il mondo e che invece poi si è fermata di fronte ai Pistons. Quest' anno però se le Finals dovessero arrivare, l'esito potrebbe essere diverso, quella squadra era alla fine di un ciclo, questa è solo all'inizio. I Lakers però dovranno, prima di sognare l'anello, superare un difficile muro, sia che si chiami CP3 o Re Timoteo.

Ma veniamo alla partita. All' Energy Solutions Arena nei primi minuti di gara i gialloviola fanno subito capire ai padroni di casa che non vogliono affatto ritornare in quel di Hollywood e con un avvio bruciante si trovano addirittura dopo 10 minuti sopra di 15 e di 17 al secondo quarto. Lakers praticamente perfetti, Bryant che si dimentica di avere problemi fisici e una solidità davvero spaventosa. Al ritorno nel terzo quarto però, i Jazz si ricordano che quello è il bunker dove nella stagione regolare hanno vinto solamente 4 squadre, e grazie soprattutto a uno dei panchinari che a Sloan fa più comodo, Millsap, i Jazz si riportano sotto fino a metà quarto quarto, per poi essere di nuovo spazzati via da Kobe che ne rifila 6 consecutivi.

Mazzata finale? Macchè! La banda Sloan non molla mai si sà, e in un minuto assolutamente funambolico, dove succede assolutamente di tutto (Kirilenko che infila triple, Bryant stoppato, Millsap che riporta Utah ad un niente dai Lakers e Williams che sbaglia la tripla decisiva sulla sirena), i Lakers possono finalmente festeggiare e aspettare la sua avversaria. Per Utah l'onore delle armi, è una squadra giovane, che in 2 anni ha raggiunto già finale e semifinale di Conference. C'è da scommettere che quando matureranno tutti, questi Jazz faranno paura.

Quando Lakers non significa Bryant (LAL[1]-UTA[4] 3-2)


Gara-5 tra LA e Utah non è la solita gara vista allo Staples Center dalle 2 squadre, stavolta Utah fa sudare 7 camicie agli uomini di Phil Jackson, che con Bryant a mezzo servizio, riscoprono di essere una squadra vera, con i lunghi che fanno da padroni, e alla fine portano a casa la pagnotta sul 111-104.

Stavolta il primo tempo non è fatale i Jazz, che riescono a chiudere con "soli" 7 punti da recuperare. (In gara-1 e gara-2 lo scarto superava sempre i 10). Il terzo quarto è sempre all'insegna dell'equilibrio con i ragazzi di Sloan che non riescono mai a mettere la testa avanti, ma riescono in un paio di occasioni a trovare il pareggio, grazie soprattutto al sempre ottimo Deron Williams, autore alla fine di 27 punti e 10 assist.

Bryant è a mezzo servizio per via dei problemi alla schiena e allora Jackson lascia le redini del gioco a Odom e Gasol. Il primo chiude in doppia doppia, il secondo, oltre a 21 punti, mette a referto il canestro più pesante della serata, quello del 107-102, che spazza via l'incubo di una rimonta di Utah, dopo l'illusione grazie ad una grande tripla di Williams.

Ora l'appuntamento è per gara-6 dall'Energy Solution Arena, il bunker di Salt Lake City. Riusciranno i Lakers a chiudere la serie?

Il festival dell'errore (e della tripla) (LAL[1]-UTA[4] 2-2)


All'Energy Solution Arena va in scena una delle gare più belle ed incerte di questi Playoff 2008, con partita finita all'overtime e risultato finale di 123-115 per i Jazz.

Il primo tempo se si dovesse giudicare ai punti, sarebbe sicuramente in parità (come il risultato di metà gara), primo quarto ai Jazz avanti di 10, secondo ai Lakers, che recuperano i 10 punti di svantaggio.

Il terzo quarto è il festival dell'errore in casa Los Angeles, con tutti che sbagliano qualcosa, Bryant che dopo 20 e piu punti si spegne e Fisher ed Odom irriconoscibili; nonostante ciò Utah non ne approfitta al meglio e chiude avanti di 4. Il quarto quarto è completamente diverso dal terzo, adrenalina a mille e questo significa che i lunghi entrano in cattedra, Gasol e Odom da una parte, Okur e Boozer dall'altra. Ciò avvantaggia Utah che a metà quarto va avanti di 12 e ipoteca il pareggio della serie, ma a ciò risponde Derek Fisher che inizia a mettere triple a raffica che riportano sotto i Lakers di 4. In tutto il quarto nel frattempo Bryant non viene pervenuto. Finale pazzesco, con difesa LA in stile eurolega, e Odom che mette una tripla pesantissima che avvicina di 3 i Lakers. Bryant con un gioco da tre manda tutti all'overtime.

Nel supplementare ritorna il festival dell'errore da parte Lakers, con Bryant che inizia a fare tutto da solo (e sbagliare tutto da solo), che si fa male, che prende falli che non si dovrebbe prendere, e nel frattempo Okur mette di tutto e a metà overtime i Jazz si portano avanti di 4. Ma non basta perchè Bryant si intestardisce ancor di più e non lascia un tiro ai compagni. Risultato: Utah vince di squadra (6 in doppia cifra), Los Angeles perde per i singoli (Bryant 33).

Appuntamento per gara 5, la serie torna ad Hollywood in parità. I Lakers rimangono i favoriti per passare il turno, ma Utah ora ha qualche chance in più.

LAL @ UTA 99-104 GAME 3 - Lakers lead 2-1



Primo quarto equilibrato nella prima partita a Salt Lake City, le squadre giocano a viso aperto il tipo di basket che conoscono e il punteggio finale è 23 pari. Phil Jackson intervistato chiarisce le chiavi del primo quarto: limitare Carlos Boozer e meno turnovers. I primi problemi per LA escono però fuori nel secondo quarto con Boozer e Williams in panchina, ma con una squadra che riesce a stimolare la standing ovation della EnergySolutions Arena soprattutto grazie alla difesa. Jackson chiama timeout sul 27-34 e con l'inerzia dalla parte dei Jazz. Con qualche accorgimento difensivo e migliori spaziature offensive i Lakers riescono solo in parte a arginare l'avanzata indomabile dei Jazz, infermabili con Williams (9 punti, 6 assist) e Boozer (10 punti, 7 rimbalzi), assistiti da Okur (12 punti), e dal solito lavoro occulto di Kirilienko. Si va all'intervallo sul 43-52; Positivi per i Lakers Turiaf (6 punti in 9 minuti), Radmanovic (8 punti in 11 minuti) e Odom lottatore (9 punti , 6 rimbalzi, e grande difesa); Bryant molto in lunetta (1/5 dal campo ma 6/7 ai liberi per 8 punti). probabilmente, se venisse intervistato nuovamente, Jackson riporterebbe gli stessi problemi del primo quarto; al microfono passa invece Deron Williams che alla cruciale domanda su "cosa è cambiato?" risponde che giocare davanti al loro pubblico è piu facile e, mentre nel primo quarto hanno pensato alla difesa, nel secondo hanno attaccato e difeso come sanno.

Nella ripresa i Lakers vengono supportati da un buon inizio di Bryant, che dopo 8 punti nella prima metà ne mette altri 12 in pochi minuti. I Jazz non incrementano il vantaggio e si portano al quarto decisivo sul 72-79 ma con Williams fermo ai box per guai alla mano. Sloan ai microfoni dice che bisogna penetrare di piu per andare con piu frequenza in lunetta.
La partita si scalda e diventa ancora piu fisica, conseguono molti contropiedi e falli, si arriva agli ultimi 3 minuti sul 92-95 con un timeout carico di "boo" da parte del pubblico per gli ospiti. Boozer consacra la sua, già ottima, prestazione con 2 jump-shoot forzati che mettono in allarme i Lakers e caricano l'arena e la squadra. Finisce 99-104 il fattore campo, in questi playoff, conta eccome!

Per i "teorici della cospirazione" da ravvisare il secondo incrocio Bavetta-Lakers di questi playoff, il famoso arbitro durante la partita prende anche decisioni non di sua competenza (come è solito fare) e spesso a favore gialloviola.

Il KB24-Day (LAL[1]-UTA[4] 2-0)


Nel giorno in cui finalmente David Stern consegna l'ambito trofeo di MVP a Kobe Bryant, il campione gialloviola inizia con una frase... "I love you guys so much. We're going to play until June. Let's get this party started", ossia...voglio bene tutti e iniziamo la festa. Beh la festa è stata per tutti i tifosi dello Staples Center, con invitati speciali gli Utah Jazz che hanno contribuito con un bel regalo al campione losangelino: l'anonimato.

Con l'ennesimo primo quarto notevole, i Lakers impongono ai Jazz il loro gioco veloce e frizzante, che mette i ragazzi di Sloan in difficoltà sin da subito, e per tutto il match.
Fortunatamente, Korver e Millsap, i migliori uomini della panchina per Utah, riescono a tenere vivo il match per almeno un altro quarto, poi sono le eccellenti percentuali di Los Angeles a mettere il risultato virtualmente in cassaforte.

Virtualmente, perchè a metà dell'ultimo quarto decide di partecipare alla festa anche Deron Williams, che riporta i Jazz sul meno -5. Fortunatamente per i Lakers, Derek Fisher fa la cosa migliore di tutta la partita, ossia una tripla ammazza risultato che porta la serie sul 2-0 e la partita sul risultato finale di 120-110. Si fa dura per i Jazz ora, perchè non vedo come si possano fermare Kobe e compagnia bella, sopratutto in difesa. Dopo l'MVP, che sia l'anno buono per un altro titolo per Bryant?

Kobe Bryant Show (LAL[1]-UTA[4] 1-0)


Gara-1 dallo Staples Center di Los Angeles fa capire subito una cosa: i Lakers non hanno il miglior record della Western Conference a caso. Hanno schiantato Utah con un primo tempo monumentale(finale 109-98), dove i ragazzi di Sloan ci hanno capito davvero poco e la sensazione è che l'inerzia della serie sia nelle mani dei Losangelini.

Come detto primo tempo senza storie, con i Lakers che costringono i Jazz a forzare moltissimi tiri e facendo girare a vuoto Williams. Se poi anche Vujacic comincia a mettere triple pesanti...
Il terzo quarto vede un ritorno quasi prepotente di Utah che inizia ad aggiustare la mira e caricare di falli Odom fino a quel momento (e a dir la verità per tutta la partita) vera chiave di volta del match. Gli ultimi 12 minuti, molto intensi come il resto della partita, vede salire sugli scudi un fantastico Kobe MVP che chiude con 38 punti conditi da 7 assist. Tutti i Lakers sono in palla e si vede, sono in 5 a chiudere in doppia cifra e a chiudere anticipatamente le partite di Boozer e Kirilenko per problemi di falli. A Utah le uniche note positive della partita pervengono da un Mehmet Okur davvero in forma capace di chiudere con 21 punti e 19 rimbalzi.

Appuntamento per gara-2, sempre dallo Staples Center Mercoledi, per un'altra puntata del Kobe Bryant Show

Utah 4-2, McGrady 0-7.


Alla fine la spuntano i Jazz, per via della loro solidità, per via del loro gioco corale, perchè ci sono stati tutti nel momento decisivo.
I Rockets sono fuori, ma mai come quest'anno potevano e dovevano ambire a qualcosa di più grosso. Forse le 22 vittorie consecutive hanno sgonfiato e non poco i ragazzi di Rick Adelman.

Chi non ha nollato fino alla fine è Tracy McGrady autore di una prova mostruosa (40 punti 10 rimbalzi e 5 assist) ma che da solo non può tirare la carretta. La partita è stata sempre in mano a Utah, con Houston che non ha mai fatto pensare seriamente di poter capovolgere l'inerzia della partita, autori di un terzo quarto da dimenticare che ha reso poi impossibile l'eroica e improbabile rimonta in una partita chiusa dalla banda Sloan sul 113-91. Di questa serie si parlerà molto, era la serie dove T-Mac doveva sfatare il suo taboo, e invece è tornato a casa come sempre al primo turno.

Ma stavolta non credo sia colpa sua. Lui stavolta anima e corpo ce li ha messi, stavolta mancava il supporting cast. In questa gara-6 praticamente ha avuto solo un compagno : Scola, bravo si, ma non vale per altri 3. Ciò deve far riflettere la dirigenza texana. Costruire la squadra su 2 stelle va bene, ...ma se manca una delle 2? Si tiene botta finchè si può ma poi le gambe iniziano a non girare più.

Utah ha giocato questa serie in modo molto maturo. Ha vinto le prime 2 gare, fondamentali per avere una posizione dominante, e poi ha saputo gestire senza strafare e senza perdere energie e mentali. In gara-6 ancora momumentale Williams ormai tra i 2-3 migliori Play della Lega, e grande prova di Okur, che inizia a diventare un fattore (sia difensivamente che offensivamente parlando) come alternativa all'asse Williams - Boozer. Ora i Jazz se la devono vedere con i Lakers dell'ormai prossimo MVP Kobe Bryant. Sarà una bellissima serie a mio avviso molto equilibrata, dove i fattori chiave saranno Williams da una parte e Gasol dall'altra. Kobe permettendo... Mio pronostico: LA Lakers - Utah Jazz 4-2

Utah manca il primo match point (HOU[5] - UTA[4] 2-3)


Complice la serata no dell'attacco Jazz, complice un Tracy McGrady in versione superstar, complice Luis Scola in versione Rookie-veterano, Houston affonda il colpo vincendo la prima partita in casa della serie, distruggendo con un sonoro 95-69 Utah, mai veramente in partita se non nel primo quarto.

La partita di persè non ha da raccontare molto. I Rockets a partire dal secondo quarto hanno salutato compagnia bella e non c'è stato nulla da fare per i ragazzi di Sloan. Probabilmente perchè le motivazioni erano diverse, probabilmente perchè in fondo i Jazz capendo che era una serata no hanno preferito prendersi un giorno di allenamento in più per poi sferrare il fendente decisivo all' Energy Solution Arena (vedi Spurs - Suns gara-4).

Da segnalare senza dubbio l'ottima prova del Rookie Luis Scola, prima doppia doppia in post season (18+12) e un fattore sempre più determinante per i Texani. Se non fosse per il board NBA che ha deciso praticamente da inizio stagione che Durant era ed è il "rookie delle meraviglie", Scola qualche importante possibilità di vincere il premio della matricola dell'anno ce l'avrebbe anche avuta.
Degno di nota il numero di T-Mac a un paio di minuti dalla fine con cui si è letteralmente preso gioco di un signor giocatore come Andrei Kirilenko.
Guardare per credere:

Il bunker torna ad essere bunker (HOU[5] - UTA[4] 1-3)


Le leggi della fisica devono essere rispettate, e anche quella dell' Energy Solution Arena ritorna alla normalità. Utah vince, ma Houston non demerita e inizia a farsi grande il rimpianto di non aver vinto alcuna delle due prime gare in Texas.

Primi tre quarti combattuti ed equilibrati, con Alston e T-Mac da una parte a fare la voce grossa, e dall'altra i soliti Williams e Boozer, con l'aggiunta di un Mimmo Okur monumentale in difesa (alla fine 18 rimbalzi per lui).

L'ultimo quarto si apre con il -1 dei Rockets e i Jazz che ritornano sul parquet caldissimi per sferrare un parziale di 8-0 che stenderebbe anche un cavallo. Ma Houston lotta e si riporta sotto fino ad un ultimo intensissimo minuto in cui la parte dello sceriffo la ricopre Okur che cattura il rimbalzone decisivo per l'86-82 finale.

Ora la serie ritorna al Toyota Center. Di potenziali tre gare Utah ne deve vincere una per aggiudicarsi la serie, Houston ha bisogno di vincerle tutte e 3. Facile capire chi stia meglio sotto il profilo psicologico. Non tutto è perduto ovvio, ma McGrady lo si è visto non pimpante come in gara-3. O adesso o mai più, altrimenti lo 0-6 diventa 0-7 ai Playoff, e l'aria comincerà a sapere di ridicolo per il campione della Florida.

La Banda Sloan alla conquista del Toyota Center


Un Tracy McGrady non sempre pimpante ai playoff lo si è visto spesso, diciamo sempre, e puntualmente è arrivata l'ennesima conferma: anche quest'anno la maledizione sembra non volersi arrestare.
Utah conquista gara-1 in quel di Houston, comandando per quasi tutto l'incontro e facendo vedere una solidità di squadra impressionante. Alla fine il punteggio sarà 82-93, e con il rendimento che ha la squadra di Sloan all'Energy Solution Arena c'è ben poco da sperare per i Rockets. O T-Mac cala la palpebra o si torna a casa, in anticipo, come sempre.

Doveva essere la partita di Big Sleep, è stata la partita di Deron Williams, playmaker eccezionale, che se non fosse per l'esplosione di Chris Paul e dei suoi Hornets, sarebbe l'1 piu forte di tutta la lega. Partenza lampo dei Jazz che inducono i Rockets a sbagliare molto e sbagliare spesso, soprattutto senza l'apporto di Alston in cabina di regia che toglie innumerevoli soluzioni offensive alla squadra di Adelman.

Il terzo quarto vede il gran ritorno di Houston con un formidabile Scola in pitturato (alla fine 13 rimbalzi per lui), che recupera 13 punti in un niente. Il finale di quarto però vede Utah ritornare sopra sopratutto con le triple di Korver (acquisto fantastico dei Jazz), che spezzano il ritmo dei razzi e riportano la truppa Sloan sopra di 8.

L'ultimo quarto è una fotocopia del primo tempo, con un Deron Williams in grande spolvero, pick-n-roll di qualità con Boozer (alla fine 20 punti e 16 rimbalzi per lui), e un Andrei Kirilenko solido come sempre (21 punti alla sirena). Per Houston gli ultimi 12 minuti sono un lento calvario, con McGrady che rimane all'asciutto (alla fine 20 punti, 7/21 tutti nei primi tre quarti), e Shane Battier, ultimo baluardo che chiude con un'eccellente prova (7/7 dal campo per 22 punti).

Gara-2 sarà il momento della verità. Se i Jazz faranno il compitino il peggio sarà passato e basterà mettere in cassaforte le vittorie nell'inespugnabile fortino di Salt Lake City.
Per Houston è il momento di tirare fuori i santini e i rosari e rivendicare qualche miracolo, se non altro che loro all'Energy Solution Arena ci hanno vinto..

Utah vs Houston, e se...?


Diciamo Boston, diciamo Detroit, diciamo Lakers, diciamo San Antonio e poi diciamo anche Phoenix, ci lasciamo la riserva per Dallas e poi per i Cavs, pardon, per LeBron, ed ecco tutte le squadre più accreditate all'anello. Le altre dovrebbero fare una comparsata, qualcuna avrà il ruolo di fastidiosa zanzara ma dovrà cadere anch'essa.
Fra le più fastidiose dovrebbe esserci una fra Houston e Utah, che anche quest'anno cercheranno di eliminarsi al primo turno dei playoff.
E se invece fosse proprio da questa sfida ad uscire la vincitrice finale?
Utah può contare su uno dei migliori tre-quattro playmaker della lega, Deron Williams, e su un ala grande davvero forte come Carlos Boozer (quello che avrebbe dovuto accompagnare LeBron per tutta la carriera, scelte...) oltre che su un ottimo Okur, quest'anno davvero in gran forma e sulla piovra umana, Andrei Kirilenko. Il tutto gestito da Jerry Sloan, che di playoff se ne intende assai.
I Rockets dal canto loro avranno un punto di riferimento in meno, cioè Yao, anche se nelle 22 vittorie (fatte in parte senza il cinesone) Houston sembra non averne risentito, ma ai playoff sarà un'altra storia. C'è uno che potrebbe essere il rookie of the year se non fosse già grandicello ed esperto (Scola). C'è T-Mac, e c'è la sua allergia alla post-season: non ha ancora vinto una serie di playoff, l'anno scorso fu proprio Utah a negargli questa gioia, ma quest'anno i Rockets avranno anche il vantaggio del campo (il record di Utah che pure è la numero 4 a ovest è comunque inferiore a quello dei Rockets).
Sarà una bella sfida dura, con due difensori di livello assoluto in campo come Shane Battier e AK-47 (e T-Mac?...non lo dimentico). Sarà anche una sfida che potrebbe darci una finalista a ovest e una contendente all'anello? Per moltissimi no. Per alcuni non si sa mai: Utah d'altronde l'anno scorso è arrivata a giocarsela contro San Antonio e quest'anno potrebbe non prenderle come l'altra volta perchè è una squadra nettamente migliore, e poi in finale ce la si gioca con tutti; Houston è la franchigia che quest'anno ha stabilito il secondo miglior record assoluto di vittorie consecutive in stagione regolare e in più ha una superstar che ha voglia di vincere per una volta, col pensiero, magari, che anche Jordan tardò un pò prima di vincere una serie di playoff per poi diventare Sua Maestà. La squadra c'è, e il gioco pure, molto dipenderà dalle lune di McGrady. Intanto primi saranno match senza Rafer Alston che si è infortunato (minimo una settimana di stop) e che quest'anno ha mostrato una maturità forse inaspettata.
Gli esperti danno quasi tutti Utah come vincitrice della serie (ma, povero T-Mac, non vincerà neppure quest'anno??) in 6 gare.
Dato l'equilibrio che si vive oggi nella Western, forse è meglio non tagliare di netto nessuna squadra come contendente al titolo (Denver?), tantomeno Utah e Houston che sono piuttosto solide e potrebbero fare brutti scherzi alle loro avversarie più accreditate.

Indiana batte Atlanta e continua a sperare, Utah vince la Northwest!


Nella notte in cui perdono le prime della classe a ovest Lakers e New Orleans, due avvenimenti degni di nota: la vittoria di Indiana su Atlanta, che mantiene in vita i Pacers per la corsa ai playoff, e il titolo di division conquistato da Utah.

A dire il vero le speranze di postseason per Indiana rimangono davvero scarse, con due partite di ritardo da recuperare proprio sugli Hawks a cinque gare dal termine... Comunque grazie a questa vittoria continuano a sperare anche i Nets.

Utah festeggia il titolo di division e Deron Williams festeggia l'ennesima vittoria nei confronti del suo coetaneo Paul, che comunque rimane il candidato numero 3 al titolo di MVP...

Infine a ovest, come detto, perdono Lakers e Hornets e avanza in classifica San Antonio, che andrà a insidiare la prima posizione in classifica di New Orleans. Vittorie anche nella corsa ai playoff per Dallas, Denver e Golden State, mentre Phoenix entra matematicamente ai playoff battendo Memphis senza Shaq, lievemente infortunato.

Cresce l'attesa per la gara di giovedì tra Nuggets e Warriors che deciderà la stagione e la griglia finale dei playoff!

I Lakers rovinano la festa dei Jazz


Chiamatelo persona che rovina i giochi altrui, chiamatelo anche probabile MVP (ma data la simpatia che i media provano per lui ci stà che neppure quest'anno glielo diano) oppure chiamatelo col suo nome e cognome: Kobe Bryant. Si perchè il signorino col numero 24 insieme ai suoi compagnucci e privi del conquistador Pau Gasol hanno espugnato l' Energy Solutions Arena di Salt Lake City, hanno espugnato il campo degli Utah Jazz, la qual cosa non accadeva dal 29 dicembre: 19 vittorie interne di fila, record di franchigia pareggiato (indovinate chi lo aveva realizzato l'altro?..dai che con un po di sforzo ci riuscite) e tentativo di realizzare il record assoluto di 20.
Il problema è che a Salt Lake City è arrivato Kobe, che di far parte di un altro record altrui (già aveva perso contro i Rockets allungando il loro record vincente) probabilmente non ne aveva nessuna intenzione. Infatti il fenomeno, che si può vantare, pensate, di avere un nome derivato da un' eccellente bistecca, ha fatto segnare 27 punti, 8 rimbalzi e 7 assist. Col famoso tifo dell'Energy Solutions Arena non dev' essere così semplice, soprattutto se c'è odore di record, soprattutto se Carlos Boozer ne mette 23 con 15 rimbalzi e Deron Williams scrive 26 punti 12 assist e 7 rimbalzi.
Ma Mr. Bryant è stato eccellentemente coadiuvato da un Lamar Odom da 21 punti 12 rimbalzi e 6 assist e in generale da un bel gioco di squadra anche dal punto di vista difensivo.
Il risultato è un 106-95 finale per i giallo-viola e un coro che si sente molto spesso, ora anche al di fuori dello Staples Center: MVP, MVP.
Pazienza Jazz, sarà per un altra volta...

Semplicemente LeBron!


Alla prima partita dopo i 52 segnati da Kobe in diretta nazionale contro Dallas domenica scorsa, ecco la risposta del prescelto, in una di quelle prestazioni che accadono solo tre volte ogni 20 anni: 50 punti, 10 assist e 8 rimbalzi!
In una parola sola: MOSTRUOSO!!!
Ok di fronte c'era New York, ok LBJ è in uno stato di forma stellare, va bene tutto, ma 50 punti e 10 assist sono una cosa dell'altro mondo, davvero inimmaginabile, uniti poi anche a 8 rimbalzi e all'ennesima tripla-doppia sfiorata rendono il tutto decisamente sopra le righe.

E la corsa per il titolo di MVP si fa sempre di più a due, e sempre più dura... E pensare che secondo molti il favorito per il titolo non sarebbe uno dei due, ma come si fa a considerare KG favorito quando nella stessa serata piazza un misero 31 come season high?

Altre imprese nella nottata: Houston che eguaglia il record di franchigia con 16 vittorie di fila, tutti ci domandiamo quando cominceranno a sentire l'assenza di Yao, e molti si aspettano da un momento all'altro (compreso il sottoscritto); seguono a ruota gli Utah Jazz, alla vittoria di fila numero 17 in casa, e qui la situazione sembra diversa, chi li può fermare? Forse solo quegli Spurs campioni in carica e con 10 W consecutive...

E Phoenix continua a perdere con le grandi: brutta sconfitta a Denver, testa della classifica sempre più lontana, e una sola domanda nella mente dei fan: ma chi ce l'ha fatto fare di prendere Shaq e dar via The Matrix?

Kyle Korver ai Jazz


Tepo di trade in NBA, mentre si discuteva ancora di Jason Kidd (dai su Jason accasati da un altra parte...ti promettiamo che poi smettiamo di darti sempre in partenza!) Utah piazza un bel colpo, assicurandosi l'ala di Phila: Kyle Korver. Lo scambio è stato con Gordan Giricek e una futura prima scelta. Utah acquista così un bel tiratore rampante che potrebbe dire la sua in questi Jazz un po' barcollanti al momento, ma sicuri protagonisti in post season.
Mi chiedo cosa stia pensando Iguodala però...