Partiamo da Kobe Bryant e dall'analisi che ha fatto Dan Peterson su di lui, prendendo spunto da un intervista di Kevin Garnett (che potrebbe costargli cara) dopo gara 4: I Lakers sono una squadra per 2 quarti e poi diventano un one man show. Non vi è dubbio che questa affermazione sia vera, non vi è dubbio che sono in molti a pensarla così, non vi è dubbio che succedeva anche ai Bulls di tale Jordan Michael Jeffrey.
Bene, ma Dan Petorson fa notare come Jordan si impossesse della partita senza uscire sostanzialmente dallo schema a triangolo di Phil Jackson e Tex Winter, prendendosi tutto il carico addosso ma giocando comunque di squadra. In più aggiungo io, difendeva con molta più costanza di Kobe e aveva come compagni gente poco interessata alla "superiorità" del 23. Proprio il Black Mamba pare invece voglia giocare troppo 1 contro 5, cosa che è in grado di fare sia ben chiaro, ma i risultati sono stati spesso sconfitte. Peterson si domanda di chi sia la colpa e si risponde così: Kobe dal canto suo forse non ha ancora maturato la mentalità giusta per coinvolgere i compagni come Jordan prima di vincere, credendo di essere lui l'unico modo per vincere, ma anche loro (i compagni) troppo spesso delegano il 24 nei momenti chiave, rinunciando a tirare o comunque a prendersi le loro responsabilità,o pasticciando quando assumono qualche compito grave (vedi ad esempio Luke Waltron, che con la pallo in mano allo scadere dei 24 o nei pressi della sirena di fine periodo non sa bene cosa farne, spesso tenendola in mano senza tirare); risultato: fa tutto lui, nel bene e nel male. Questo è il problema cardine dei Lakers che in questa serie hanno vinto una sola partita su 4 disputate, giocandola male, fuori dagli schemi e dovendo ringraziare la mano calda di Kobe e soprattutto l'aiuto di Vujacic, ma niente che apparisse gioco di squadra.
L'altro problema serio per i gialloviola veste di verde e ha la maglia n. 20 dei Boston Celtics: si chiama Ray Allen.
Marty Burns su Sport Illustrated gli dedica un editoriale in cui già dal titolo lo indica come l'incubo di LA. Già, Jesus Shuttlesworth dopo un inizio di playoff davvero difficoltoso, coi Lakers sta facendo segnare 20 punti, 6 rimbalzi, quasi 3 assist e 1,25 rubate di media a gara diventando il terminale offensivo più pericoloso dei Celtics, risultando parecchio indigesto alla difesa della squadra di Phil Jackson: Kobe non riesce a tenerlo e Vujacic, il più volenteroso, riesce comunque a combinare poco. Di più, da non difensore, He Got Game, spesso si piazza su Kobe rendendogli la vita difficile, e quando è Pierce ad occuparsi del Black Mamba lui ha le mani più libere per essere più efficace in attacco. Tutte le vittorie biancoverdi sono passate per le sue mani, unico dei Big Three a giocare costantemente bene nelle Finals.
Attenzione dunque a gara 5 stanotte, nessuno ha mai rimontato il 3-1 e Kobe ha promesso vendetta dichiarando che la serie non è ancora finita, sempre che non ci sia Ray "The Nightmare" Allen a scombinargli i piani e portargli via l'anello già al primo match-ball...
La questione Kobe e l'incubo Ray Allen per LA
15 giugno 2008 | Posted by Unknown alle 11:29 AM
Labels: boston celtics, kobe bryant, Los Angeles Lakers
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3 comments:
la questione e' che i Lakers contro la difesa di Boston stanno soffrendo piu' che contro gli Spurs, Kobe gara 4 l'ha giocata bene soprattutto i primi 2 quarti,il tiro non gli entrava ma faceva cmq girare la squadra,poi quando Boston inizia a difendere con intensita' lui inizia a fare da solo ma contro il muro boston sbatte male.
prevedo cmq la vittoria scontata dei Lakers in gara 5...Kobe tirera' fuori l'orgoglio e vedrete fara' il quarantello...io quando ci sono giocatori come lui in giro nn mi scommetterei mai nulla...
kobe stanotte fa 40 punti... così lascia hollywood con un partitone...
comuque, a parte i magheggi....la differenza reale secondo me l'ha fatta rondo perchè da quando applica un minimo di equilibrio difensivo i celtics beccano meno contropiedi, e andare in contropiede è l'unica arma seria che hanno i lakers perchè a difesa schierata puo qualcosa solo kobe. Ovviamente ogni lettura è solo parziale, però il piccolo accorgimento di non spingersi sempre oltre il tiro libero ha fatto risparmiare almeno 10 punti in contropiede alla difesa verde.
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