Gara 3 l'avevano vinta i Lakers approfittando della scarsa vena di Melo, gara 4 la vincono i Nuggets, ma Melo ha continuato a giocar male: 15 punti tirando 3/16 dal campo. E allora l'equazione è semplice: Denver non è solo Carmelo Anthony.
La vittoria (120-101) è stata anche facile, grazie a un bel controllo dei lunghi sotto canestro e al buon contriubuto della panchina (J.R. Smith su tutti: 24 punti, ma anche Kleiza con 10). Poi ovviamente, c'è sempre lo zampino di Chauncey Billups (24 punti), che di rendere la vita facile a Kobe&Co con ci pensa neppure lontanamente.
Andrew Bynum ha serissime difficoltà nei playoff: in 24 minuti di gioco colleziona si 14 punti (tirando bene) ma prende solo 5 rimbalzi, e se dall'altra parte, uscendo dalla panchina, Chris Andersen con lo stesso minutaggio cattura 14 rimbalzi e mette 6 punti (tra l'altro anche in modo spettacolare) vuol dire che le cose sotto canestro non sono sotto controllo per i Lakers. Il conto dei rimbalzi dice 58 a 40 per Denver, testimoniato anche dal fatto che per i Lakers l'unico in doppia cifra in questo fondamentale sia Pau Gasol con 10, mentre i lunghi dei Nuggets sono tutti abbondantemente sopra (oltre al già citato Andersen, Nene con 13 e Martin con 15).
Anche Kobe sparacchia e non entra in ritmo (34 punti ma con 10/26 dal campo, ottimo nei tiri liberi 12/13).
La meritata vittoria dei Nuggets riporta la serie in parità (2-2) e adesso il teatrino si sposterà a Los Angeles per gara 5.
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