Barak Obama al G8 de L'Aquila ha detto di non essere soddisfatto per gli accordi in materia ambientale: il verde del mondo non sembra essere la priorità di nessuna nazione, e d'altronde gli USA se ne sono infischiati fino all'altro giorno e probabilmente continueranno a farlo.
Ma negli USA c'è un altro tipo di verde, un po' più scuro e un po' più sporco (in tutti i sensi) che piace di più: il verde dei dollari.
A Lamar Odom il secondo tipo di verde fa impazzire, per questo stenta a rinnovare coi Lakers e si mostra offeso perfino con quelli della ESPN che non lo avevano incluso fra i migliori free agent della stagione, convinti che lui rinnovasse senza sorprese. Invece no, vuole di più.
Jerry Buss gli ha offerto un triennale da 9 milioni di dollari all'anno e questa è l'ultima carrozza, se passa Lamarvelus sceglierà altri corteggiatori (Miami e Dallas in prima fila) come sta minacciando di fare da almeno una settimana.
Il mancato rinnovo gli potrebbe permettere di giocarsi la carta vincente dal lato economico: accetterebbe offerte triennali da 19 milioni di dollari, alla scadenza delle quali potrebbe mettere sul piatto l0 opzione Larry Bird, che permette il rinnovo contrattuale, andando oltre il salary cap, a giocatori che hanno giocato per tre anni filati con la stessa squadra (ironia della sorte, questo tipo di eccezione al salary cap venne usato per la prima volta dai Celtics il cui colore è il verde, come quello dei dollari) e che permetterebbe a Odom di negoziare 5 anni a 34 milioni.
Pecunia, soprattutto se verde, non olet.
Il verde che piace a Lamar
15 luglio 2009 | Posted by Unknown alle 10:47 AM
Labels: Lamar Odom, Los Angeles Lakers
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2 comments:
Povero Lamar,
pensavo che gli interessasse più vincere,
che guadagnare...
mi spiace per lui, non per i lakers...
lamarrrrrrrrrrrrr gayyyyyyyyyyyyyyyy
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