"In questo documento la Lega Basket intende ricostruire, per maggior chiarezza, come si sono sviluppati i fatti che hanno costituito la base della nuova Convenzione Lega-Fip.
PERCHE’ UNA NUOVA CONVENZIONE: Anzitutto va chiarito che la decisione, nello scorso dicembre, di ridiscutere la Convenzione in vigore con la Fip sino alla stagione 2008-09 compresa (che avrebbe previsto per la prossima stagione 6 atleti di formazione italiana a referto) è stata determinata da una comune presa di atto di Lega e Fip che la sua applicazione avrebbe aperto la strada a possibili contenziosi giudiziari, creando così grandi disparità tra i club. Stiamo parlando in particolare di quegli atleti non di formazione ma di passaporto italiano che nella stagione 2008-09 si sarebbero trovati inseriti nella quota non italiana.
La ridiscussione di questa Convenzione era resa necessaria anche dalla necessità di risolvere il problema di come la normativa della formazione italiana potesse incidere effettivamente nello sviluppo del prodotto italiano e rendere più competitiva la nostra Nazionale. E’ stata proprio la Lega, nel quadro del nuovo accordo con la Fip, a farsi carico di questo problema. Accettando il “gentlemen agreement” che prevede che una quota di 4 atleti su 5 per le stagioni sportive 2009-10, 2010-11 e 2011-12 e 5 su 6 per la stagione sportiva 2012-13 fossero anche eleggibili per la Nazionale.
Giova ricordare che l’attuale normativa in vigore ha creato casi paradossali (vedi quello di Roberto Chiacig, considerato italiano non di formazione nonostante fosse stato a lungo protagonista con la maglia della Nazionale) e al tempo stesso avrebbe continuato a non incidere su quello che tutti, almeno a parole, ribadiscono essere l’obiettivo del movimento: creare un “prodotto italiano” che possa rendere il nostro campionato meno “straniero” e al contempo creare una Nazionale sempre più forte.
Al proposito sono stati numerosi in questi mesi i pareri in questo senso, compreso quello del ct azzurro Carlo Recalcati, che hanno sollevato dubbi sulla validità del concetto di formazione italiana ai fini di un effettivo rilancio della Nazionale: i club italiani sono stati i primi ad affrontare il problema in maniera reale e propositiva, togliendo anche le istituzioni sportive da possibili imbarazzi e dimostrando di avere davvero a cuore il problema della Nazionale, che viene invece utilizzata in queste settimane dal Sindacato Giocatori in modo strumentale.
Si sarebbe in questo modo evitato che, sulla base di questa normativa, vi fossero club che investivano su giocatori di cittadinanza straniera ma formandoli in Italia: ottemperando alle normative sportive vigenti ma riempiendo le nostre squadre di atleti non eleggibili per la Nazionale.
In definitiva sono stati i club a dimostrare senso di responsabilità e ad avanzare proposte concrete, convinti che i nuovi "prodotti italiani" non nascano per decreto o per quote minime ma solo attraverso un progetto serio e duraturo, con norme chiare e soprattutto con investimenti nei settori giovanili. Migliorando un sistema che ha comunque prodotto in questi anni talenti di assoluto livello. Da esso sono nate 3 prime scelte della Nba come Bargnani (prima assoluta nel 2006), Belinelli (numero 18 nel 2007) e Gallinari (numero 6 nel 2008) e atleti come Poeta che sono passati dalla B2 alla serie A e poi alla Nazionale.
INVESTIMENTI: mentre evidenziava questi problemi, creando un percorso comune in grado di risolverli, la Lega, attraverso la sua apposita Commissione, ha posto le basi anche per il nuovo “Progetto Italia” che, d’accordo con la apposita commissione paritetica della Fip, ha già creato una serie di progetti destinati a rilanciare il prodotto italiano. Partendo dalla base reale di investimenti dei club nei loro vivai che annualmente hanno superato i 10 milioni di Euro. Si tratta di cifre che la Lega ha raccolto direttamente dai suoi club associati, incontestabili e a disposizione di chiunque voglia verificarli.
Oltre a questo, dalla stagione 2008-09 sarebbe partito il progetto che prevede la creazione di un fondo alimentato dai club di Serie A, attraverso la tassazione di 10.000 euro per il tesseramento di ogni atleta non di formazione. Una norma che, se applicata alla stagione 2007-08, avrebbe portato al fondo una cifra di 1 milione e 660.000 Euro.
Questa cifra sarebbe stata distribuita per il 50% ai club di Serie A che maggiormente utilizzano giocatori italiani e al 50°% ad altre società, anche non di A, che avrebbero ottenuto risultati con i loro settori giovanili, prendendo in considerazione un apposito ranking che attestasse la continuità di questo impegno e dei risultati ottenuti.
Si sarebbe così finalmente realizzato quel meccanismo premiante - da più parti invocato - a favore dei club che avrebbero utilizzato di più i giocatori italiani. Lasciando libertà ad altre squadre, che devono confrontarsi in Europa con normative diverse, la possibilità di indirizzare in altro modo le loro risorse.
Come si vede, questa nuova Convenzione di durata quadriennale (tanto era la durata prevista), avrebbe posto le basi per la prima, seria programmazione del movimento, dando stabilità allo stesso e provando a creare finalmente un circolo virtuoso del quale tutte le componenti del movimento avrebbero beneficiato."
Nota della Lega Basket: le ragioni e i progetti che hanno portato alla nuova Convenzione
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11 comments:
La notizia è di poche ore fa, speriamo che vada bene ai giocatori.... è una ottima proposta, però io avrei voluto magari l'obbligo di avere 2 "under 20" di cui almeno 1 italiano. Ma poi in italia non si puo fare esordire seriamente troppo giovani e quindi questo accordo vuole anche dire che i giovani verranno sempre piu spesso spediti a maturare in serie minori, dove possono avere piu minuti.
mah...finchè girano pochi interessi dietro uno sport, forse rimane viva la speranza che e si sia ancora sport..se incominciano a girare troppi soldi diventa una cagata..,ricordando che siamo in un paese dove c'è gente che si dopa per vincere bicin in città--
boh, questa convenzione divide le squadre in team di basso livello (che si affidano a italiani e prendono qualche soldino come compenso per utilizzare il prodotto nazionale), e team da europa (che possono avere molti stranieri, intanto gli introiti dell'europa fanno impallidire gli aiuti della lega). Resterà da verificare quanto questi due blocchi saranno fissi (e prefissati) e se sia ancora possibile per una squadra di basso livello accedere all'europa.....si rischia un po di creare 2 gruppi assolutamente senza possibilità di salita o discesa.
Comunque quella di Chiacig è clamorosa...cioè è italiano Eze e Chiacig no.....ma per favore! ok che in lega ci odiano (parlo delle V-nere) ma a volte esagerano!
si su Chiacigè una pagliacciata pazzesca.
Il sistema per i giovanile è un gran casino in Italia cmq. E non solo nel basket. Hai detto bene in un altro intervento quando hai toccato la questione dell'integrazione dello sport nel sistema scolastico. Da noi non esiste se non a livello universitario e si parla di un livello cmq basso...A me piace molto il sistema francese per il basket ad esempio.
in francia hanno un buon sistema, qui siamo troppo vincolati alla società sportive che naturalmente si muovono secondo ottiche non questionabili, in quanto sono enti per lo piu privati. A me veniva da ridere quando giocavo nella squadra delle medie, ma anche nelle superiori, quando mi rendevo conto che il livello è immensamente inferiore a quello dei campionati giovanili....anche se poi uscendo dalla regione e confrontandoci con le scuole delle città piu grandi (Milano, Torino.......e noi di Vado Ligure.......) le batoste le abbiamo comunque prese, d'altronde in Liguria non abbiamo squadre di serie A......
questo per dire che lo sport nelle scuole c'è.....ma è a un livello quasi amatoriale e le scuole che hanno buoni giocatori li hanno solo perchè sono atleti che giocano nelle società della città, non gente tirata su dalle scuole. Con il pessimo periodo che passa l'istruzione in Italia cercare di migliorare il settore sportivo scolastico non sarebbe male, sicuramente alzerebbe il prestigio delle nostre scuole e univerità, e magari porterebbe un po di utilissimi fondi.
si, nelle nostre scuole non c'è un sistema sportivo che invece è presente a livello organizzativo privato in maniera più o meno diffusa a seconda del territorio dove ci si trova. In Sardegna, da dove scrivo io,c'è una buona tradizione a Sassari ma poi ci si ferma anche, per il resto squadrette più o meno sparse per tutto il territorio senza che nessuno le valorizzi, eppure ragazzini che giocherebbero ce ne sono...solo che poi si ritrovano a vedere solo il calcio e gioca con gli amici solo a calcio perchè non ci sono campetti da basket...
te che sei della sardegna vai a pescare, che in liguria non cè manco più i pesci..figuriamoci il basket
ritonando sull'argomento....comunque FORZA AZZURRI! mi sembra una sqiadra ben assortita, magari poi farò un articolo piu dettagliato quando sapremo i reali convocati; sono contento per la chiamata di cinciarini e per la conferma di soragna (che credo sarà sicuramente capitano)....comunque è un po la squadra che voleva ignorante, tutta gente buona, tutti utili e nessuno indispensabile.
Si, è il nostro tipo di squadra. Se riusciamo ad avere anche un livello di intensità costante si può anche raggiungere qualche obiettivo, però credo serva anche qualcuno che sia in grado di trascinare i compagni e che dia affidabilità. Vedremo chi sarà...
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