Rajon Rondo in queste Finals ha dimostrato di poterci stare, eccome, accanto ai Tre Moschettieri Pierce, Allen e Garnett. Ha dimostrato più volte nel corso della stagione di poter essere il D'Artgnan di questi Celtics, immensi nel non appiattirsi solo sui loro tre giocatori copertina.
Intervistato da Peter Vecsey, Tommy Heinsohn, uno che si può vantare di essere in una ristrettissima compagnia di vincenti assoluti con 8 anelli vinti in carriera (insieme a lui solo 2 suoi compagni di squadra a Boston: Bill Russel, of course, e Sam Jones), si è profuso in elogi alla giovanissima guardia dei Celtics di nuovo campioni. Secondo l' hall of famer Rondo ha grattato solo la superficie del giocatore che sarà fra tre o quattro anni, dimostrando di essere un osso duro per tutti, e soprattutto un giocatore fastidioso da affrontare, bravo a rubare palla (vero Gasol?) e correre in campo aperto dove diventa inarrestabile.
Bravi anche i suoi compagni ad incitarlo e a stargli vicino anche nei momenti bui in campo, quando niente va per il verso giusto, riuscendo a dargli la calma necessaria per continuare a giocare, primi fra tutti i suoi amici moschettieri che difficilmente sono esplosi in improperi per i suoi errori ma lo hanno incitato a far meglio prendendolo in disparte, come fanno le persone mature e i bravi insegnanti. Un pò come da qualche tempo cerca di fare Kobe con alcuni compagni, tipo Odom e Radmanovic ma solo dopo che gli avevan detto chiaro e tondo che non erano gli abusi verbali a poterli rendere più efficienti e tranquilli in campo.
Secondo Heinshon questi Celtics sono molto simili ad alcune delle formazioni dei "suoi" Celtics, con sempre un uomo diverso decisivo per ogni gara, non solo un uomo come l'MVP delle Finals Paul Pierce, da lui ritenuto il più grande attaccante della storia dei bianco-verdi (si, anche meglio del grandissimo Larry Bird), ma anche Garnett, Allen, un uomo della panchina e spesso anche il giovane Rondo, bravo a prendersi le sue responsabilità per guidare il gioco di una squadra carica di storia, tradizione e voglia di rinascere.
Ha ancora tanti diffetti questo D'Artagnan, ma probabilmente i tre maestri che ha accanto gli insegneranno a diventare un grande giocatore e magari ad essere anche lui un giorno un vero moschettiere.
Rondo, ovvero D'Artagnan con le scarpe da basket
21 giugno 2008 | Posted by Unknown alle 10:55 AM
Labels: boston celtics
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11 comments:
Qualunque giocatore migliorerebbe le proprie prestazioni giocando con quei tre...
I limiti di Rondo restano piuttosto evidenti
si ma è migliorato perchè gioca con quei tre, fossero stati altri non è detto che sarebbe accaduta la stessa cosa, e non è detto che quei limiti un giorno scompariranno e forse vale la pena aspettare...
i limiti enormi di rondo sono di carattere puramente tattico. Spesso è mal posizionato in campo e questo limita le sue enormi doti atletiche e tecniche. Devo dire che è migliorato (soprattutto dopo gara 2 della finale) proprio in questo particolare. per il resto è un grandissimo attaccante e passatore, e anche un gran bel difensore sull'uomo. Il problema è che c'è gente che si muove meno, ma meglio... se riesce a crescere nel posizionamento diventerà uno dei 3 o 4 play piu forti della lega (della lega, non del Mondo!!)
farà la carriera di quelli mezzi buoni che vincono il titolo e allora vengono presi in considerazione...,poi i limiti.., per uno che gioca in nba titolare i limiti non esistono, ameno che uno non se li fa venire....,se si prendesse 40 tiri a partita come fa qualcuno(carter,kobe,wade ecc.)vedi che diventa una stella , ma penso che tanti se giocassero cosi avrebbero più considerazione...ognuno fa il suo ruolo
ho l'impressione che "ruolo" lo intendi in un altro senso...
in nba ci sono ruoli precisi, le stelle , le co stelle,i comprimari,il sesto uomo,le promesse e gli scalda panchina
il fatto è se diventerà un giocatore di ruolo nel senso classico del termine (anche se in nba non serve tanto)
a livello play, non ne vedo uno...tolti quelli che tengono gli assist in doppia cifra e lo fanno piu per la statistica direi.., le squadre migliori da anni non hanno un play, vedi san antonio, detrioit, l.a., cleveland,boston,miami, e fa riflettere come in realtà la nba premia le iniziative personali sul gioco tradizionale...il play ce l 'hanno le perdenti phoneix e new orleans
miami il play lo aveva, jason williams, per il resto è vero, in nba playmaker ce ne sono pochi.
eh Jason Williams che però a volte fa delle scelte che credo faccia fatica lui stesso a capirle...
si , williams è un personaggio ...lo portrei in squadra per fargli saltare la moglie
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