25 cose perse nel basket

Sport Illustrated ha pubblicato un servizio bellissimo sulle 25 cose belle (tra le tante) perse nel basket odierno e ricordate da vari personaggi. Per chi avesse voglia di leggerlo (in inglese) lo può trovare qui.

  1. AL McGUIRE: campione nel National Invitational Tournament (NIT, il più antico torneo di basket collegiale) nel '70 e poi campione NCAA nel '77. Grande presenza e personalità scenica e televisiva.
  2. I SOPRANNOMI DELLE SQUADRE: quelli che non ci sono più oggi (basti pensare agli OKC Thunder) un tempo erano un'arte, anche per i giocatori. Phi Slamma Jamma, The Doctors of Dunk, The Fiddin'Five per Houston, Louisville e Kentucky valgono molto più dei nomignoli di oggi.
  3. CONNECTICUT VS TENNESSEE: basket al femminile, dal '95 al 2007 si sono incontrate parecchie volte, blu contro arancioni, nord contro sud. Anche per le donne c'è gloria nel basket.
  4. TRANQUILLITA': il gran casino, e gli arnesi per farlo, che ci sono oggi, un tempo non si sentivano e vedevano spesso. Si poteva anche conversare col vicino di posto senza dover per forza urlare.
  5. IL TIRO PIAZZATO: difficile ora trovare tanto spazio per avere un tiro comodo, col tempo di sistemare i piedi e guardare bene il canestro; meglio e più veloce il jumper. Ma il tiro piazzato assicura un risultato più affidabile se possibile effettuarlo.
  6. CHERYL MILLER: ancora basket femminile, ancora un'altra leggenda, questa volta ad incarnarla è una persona.
  7. LE PUBBLICITA' CON JORDAN E BIRD: poco da dire, recitavano?
  8. LEN BIAS: meglio di MJ, più forte di Doctor J, LBJ col tiro. Questo era quello che Len Bias prometteva di essere nel 1986 quando venne scelto dai Celtics. Morì 2 giorni dopo il draft per overdose di cocaina.
  9. IL DREAM TEAM: anno 1982, Olimpiadi di Barcellona. Il primo vero e unico Dream Team. Senza storie...
  10. LA SOUTH EASTERN CONFERENCE NEGLI ANNI '80: talentuosa e divertente, con un discreto appeal commerciale.
  11. I FAB FIVE: quelli di Michigan State: Jalen Rose, Chris Webber, Juwan Howard, Kimmy King e Ray Jackson. Leggende del basket collegiale nonostante quelllo sciagurato time out chiamato da Chris Webber.
  12. LE HOUSTON COMETS
  13. LE DIVISE DI MARQUETTE: talmente strane da esser ritirate dopo un paio di anni, ma hanno visto un titolo nel 1976.
  14. IL TIRO DI RICK BARRY: dal basso, inguardabile ai giorni nostri, ma le sue percentuali ai liberi giocano a suo favore (90% per 14 stagioni).
  15. DEAN SMITH: il coach di MJ a North Carolina. Sarebbe stato qualcuno anche senza il Re, grande allenatore e grande maestro: il 96% dei suoi giocatori si è anche laureato, bei tempi.
  16. GLI AFRO IN ABA: tra loro Darnell Hillman, dichiarato il miglio "afro" della ABA. Schiacciava e stoppava senza batter ciglio. Nel '50 approdarono anche in Nba, facendo vedere a tutti che quel gioco era fatto per loro.
  17. QUANDO CONTAVANO ANCHE LE VITTORIE DI CONFERENCE: ormai si punta solo molto in alto, il resto si dimentica...purtroppo.
  18. IL SOTTOMANO DI GEORGE GERVIN: il più bel tiro di un lungo?
  19. IL CAMP A 5 STELLE: una volta i "camp" contavano, si imparavano i fondamentali e come si sta in campo. Il Five Star Camp era il top.
  20. IL TEMA MUSICALE DELLA NBC: i diritti di trasmissione tv sono in mano a ESPN e ABC, e le loro musichette non sono pari a quelle della NBC.
  21. MANUTE BOL E MUGGSY BOGUES: il più alto e il più basso giocatore della storia.
  22. NBA JAM: vecchio videogame, dove si giocava 2 contro 2 coi grandi nomi...tempi passati, quando ci si immedesimava coi campioni, prima Nba 2k9 e i vari Nba Live.
  23. 4 ANNI AL COLLEGE: un tempo si rimaneva tutti e 4 gli anni e si diventava dei bravi giocatori e vincenti, oggi al College, dopo il primo anno, non rimane più nessuno: tutti pronti a fare i professionisti.
  24. LE CALZE: una volta erano parte integrante della divisa delle squadre, oggi sono lasciati alla discrezione dei singoli, con risultati spesso bruttini.
  25. JIMMY V: Jim Valvano, capo allenatore dei Tar Heels di MJ quando, nel 1983, vinsero una finale da sogno contro gli phi slamma jamma, la confraternita di campioni che giocava a Houston (Olajuwon e Drexler su tutti). Prima di morire di cancro, nel 1993 pronunciò un discorso da brividi e lacrime: "Ci sono tre cose che dovremmo fare tutti i giorni: la prima è ridere, dovremmo ridere ogni giorno. La numero due è pensare. Dovremmo passare almeno un momento della giornata pensando. E la numero tre, dovremmo avere ogni giorno emozioni che ci spingano a piangere, per la felicità e la gioia. Pensateci, se ridiamo, pensiamo, e piangiamo, quella è una giornata piena, una gran giornata. Fatelo sette volte a settimana, e avrete qualcosa di speciale" e infine " Il cancro può portarmi via tutte le mie capacità fisiche, ma non può toccare la mia mente, il mio cuore, la mia anima. E queste sono le tre cose che ci resteranno sempre. Grazie, e che Dio vi benedica".

0 comments:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.