Che guaio Isiah!

Il 2008 di Isiah Thomas forse non è di quelli da ricordare: ennesima pessima stagione coi Knicks, il Madison che adotta come inno "Fire Isiah" in ogni gara casalinga, l'esonero, il suo ridimensionamento societario, e poi il fatto strano di questi giorni.
Sabato la polizia ha risposto ad una chiamata al 911 insieme ad un'unità ambulanziera. Chiamata proveniente da Westchester County, residenza di Isiah Thomas. Il verbale della polizia dice che un uomo di 47 anni è stato ricoverato per abuso di sonniferi.
Da qui inizia la confusione: il Washington Post ha cercato l'ex coach dei Knicks al telefono per avere notizie dal diretto interessato. Thomas ha risposto e ha detto che non era lui la vittima dell'overdose ma la figlia 17enne. Anzi, ha detto che non si trattava neppure di overdose, ma solo di un malore.
Qualcosa di strano? No, a volte le notizie riportate dalle agenzie sono sbagliate, a volte si fa confusione sull'identità di una persona.
Qualcosa di strano invece c'è se oggi il capo della polizia suburbana si presenta alla stampa per smentire le parole di Isiah Thomas: "non confermo quello che ha detto Isiah Thomas" ha detto Mr. Hall, "i miei poliziotti conoscono bene la differenza fra un uomo di colore di 47 anni e una ragazzina di 17!"- "Queste persone dovrebbero aver imparato qualcosa da Richard Nixon, non per quanto riguarda il crimine, ma per l'insabbiamento".
Finito? Ma no! Il figlio di Isiah, Joshua, ventenne studente universitario, conferma la versione del padre, smentendo di nuovo che si tratti di overdose da sonniferi: "Mio padre sta bene, le notizie sull'overdose sono false".
A prescindere da dove sia la verità, non è certo il miglior anno di Isiah Thomas

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