L'NBA e l'Europa


Con la questione Josh Childress-Olympiakos la NBA sembra che da terra promessa si sia trasformata in terra di partenza per un esodo di giocatori non solo veterani a fine carriera, come già accadeva in passato, ma anche di giovani che negli USA il loro mercato e le loro richieste le avrebbero comunque.
In questo post si cercherà di analizzare le ragioni di questo mutamento usando come base le sensazioni e le prospettive che gli analisti USA usano nei loro articoli. Fin da ora si può dire che le percezioni al di là dell'Oceano sembrano piuttosto cariche di preoccupazione e di ansia, traspare la paura di perdere il primato e la bellezza, è un cambiamento inaspettato e improvviso che ha torvato impreparati tutti.
La prima questione da cui muovere l'analisi non può che essere quella economica. I contratti NBA hanno vincoli dettati dal Salary Cap e, nell' affaire Childress il giocatore è stato "schiavo" proprio di questo meccanismo (come ha spiegato Adrian Wojnarowski su Yaooh! Sports). Nonostante fosse richiestissimo l'unica squadra a potergli fare un offerta valida erano, di nuovo, i suoi Atlanta Hawks, squadra che lui voleva però lasciare non trovandosi a suo agio nei meccanismi di gioco, nonostante gli ottimi playoff 2008. Alcuni Club europei hanno adesso in mano una grande quantità di moneta, moneta costosa più dei biglietti verdi che circolano negli States e quindi con un potere di attrazione piuttosto elevato. Childress, ma anche ma anche gli altri "uscenti", hanno valutato anche questo dato oltre a tutto il resto. I soldi fanno girare l'economia e anche le persone. A confermarlo è Dwyane Wade, che ridendo, ha fatto capire che se arrivasse un grande offerta dall'Europa (nella sue parole l'offerta era davvero grande, 40 milioni di dollari all'anno senza tasse) non ci avrebbe pensato troppo ad attraversare l'Atlantico. Lui adesso lo dice col sorriso sulle labbra, come se fosse una cosa impossibile, ma gli analisti NBA si chiedono se fra un paio di anni riderà ancora all'idea di cambiare Continente. D'altronde pecunia non olet.
Verosimilmente, non è solo la partenza di Childress e la questione puramente economica ad essere fattore di preoccupazione, ma anche il rifiuto di alcuni "internationals" di continuare a giocare nella NBA (Nachbar, Navarro, Garbajosa, Delfino, Brezec ecc) preferendogli l'Europa; o addirittura il rifiuto "preventivo" di qualcuno, come Tiago Splitter, che ha preferito non iniziarla neppure questa avvenutura, rimanendosene tranquillo e pacifico nel Vecchio Continente. Non solo, il livello successivo è già stato raggiunto, ed è una squadra italiana ad averlo fatto (Virtus Roma), portandosi via quel Brandon Jennings che è considerato il miglior prospetto proveniente dalla High School. In pratica l'Europa sta iniziando a diventare un'attrazione anche per i giovani. L'NBA ha perso lo smalto che gli conferiva quell'attrattiva mistia, che la faceva essere la meta suprema per tutti i giocatori di basket. Probabilmente per la maggior parte è ancora così, ma è indubbio che l'attrazione ha perso forza.
Ovviamente, oltre a tutto questo,c'è da considerare anche la crescità della qualità del basket europeo, quantomeno a livello di organizzazione, soprattutto nel club più grossi. E' fuori discussione che alcune società europee si stanno avicinando di molto al livello organizzativo delle squadre NBA, e ciò significa che il livello si è alzato parecchio non ponendosi più come freno ad eventuali arrivi di giocatori forti e ancora giovani dagli USA.
Sono di ieri, infine, le diachiarazioni di un giocatore come Jason Kidd, probabilmente uno dei più grandi playmaker della storia, che ha espresso apprezzamento per l'Europa e si è detto affascinato dall'idea di giocarci nei prossimi anni (citando direttamente l'Italia come destinazione, non l'unica ovviamente). Un veterano di livello altissimo che chiuderebbe la sua carriera da professionista in Europa non è certo una novità, ma è anche vero che è un trend che negli ultimi anni si è andato parecchio smorzando.
Sono tutte considerazioni che potrebbero lasciare il tempo che trovano, ma l'NBA si è probabilmente accorta che la golbalizzazione dello sport e del suo modello organizzativo promossi fin qui stanno forse diventando un problema in questo periodo di forte crisi finanziaria degli States.

8 comments:

NYKnicks ha detto...

discussione abbastanza complessa...

il discorso va diviso in 2 parti

1)i giocatori mede in Europe che tornano a casa
2)i giocatori made in usa che vengono in italia

sul primo punto bhe' la questione e' " giocare in un team da 20 W o come riserva in un team da PO o giocare in un super Team che fa' l'eurolega" bhe' se consideriamo ch elo stipendio e' piu' elevato quello europeo e' chiaro che la gente inizia a tornare in Europa.

Sul secondo punto c'e' da discriminare 2 cose. La prima e' il fatto di Jennings a roma,Jenninga il prossimo anno andra' al draft quindi la Virtus fara' da team NCAA alla PG. Questo puo' significare molto chissa' in fututo l'europa diventa la nuova NCAA...
sul punto Childress, non so' quanti team potranno fare offerte cosi' faraoniche da stappare un giocatore cosi' in piena eta' di maturazione e' cmq vero che giocatori di un certo spessore anche a fine carriera nn sn piu' arrivati in Europa,quindi non so' secondo me l'NBA non avra' troppi problemi. E cmq il sig' volpe all'anagrafe Devid Stern vedrete che se dovesse accadere un altro fatto analogo mettera' la mano nella tasca e cacciera' il coniglio....



p.s. secondo me cmq c'e' la serie possibilita' che l'europa diventi una sorta di NCAA,a questo ci credo e come.....

Unknown ha detto...

che Stern qualcosa la inventi è indubbio, che l'Europa diventi una sorta di NCAA non lo so...se ne dovrebbero convincere per primi gli americani. Io spero che diventi un post NCAA, magari con affiliazioni fra squadre, perchè qui imparano i fondamentali (tecnici e tattici) meglio che in NBA e l'NCAA è una cosa troppo grande per rinunciarci anche solo in parte...

6playmaker6 ha detto...

Beh, l'europa ha il livello piu alto dell'NCAA.....e non è così inferiore a quello NBA....anzi come tattica l'eurolega è il meglio. Con l'odio che ho per l'america non posso che essere contento di quello che sta succedendo (e che comunque è sempre successo anche se in modo meno palese e magari meno numeroso), ripeto....io guardo l'NBA perchè ci giocano i piu forti, quindi se i piu forti se ne vanno....vorrà dire che non ci saranno piu motivi per guardarla.

Anonimo ha detto...

Però conta che quelli che diventano i più forti, lo diventano anche grazie ai procuratori,gli sponsor e altri fattori politici e di icona sportiva...ultimamente si divide i giocatori in base all 'ingaggio, ma ormai è talmente ridicolo il sistema dei contratti, che basta una stagione buona per essere strapagati anche senza motivo, le medie punti , ecc..,vanno in base ai minuti di gioco, piu che le qualità...che a certi livelli ci sono per tutti...,poi l 'ondata di crisi si nota, la nba quest' anno è stata propio palesemente una finta, sia dal punto di vista arbitrale che sportivo-tecnico,..a vinto la squadra della rinascita, del vecchio orgoglio americano...poi in america comandano i soldi

Anonimo ha detto...

cioè ..all ' all star game, c' erano Jamison,e West....in quest' ottica, ci stava anche pozzecco, magari con un nome americano e la pelle scura, e magari diventava una stella anche lui, tanto in nba ti marcano male e se sei celebre ti fischiano a favore...,senza fare il dubitatore, ma alla fine quante partite si potrebbero cambiare solo fischiando bene i falli offensivi, in nba troppi fischi diventano da offensivi in difensivi, già per questo il gioco è influenzato

6playmaker6 ha detto...

condivido pienamente, purtroppo lo so che funziona così, però prima o poi si stuferanno di non vincere piu niente a livello di nazionale! se giocano come abbiamo visto in NBA quest'anno.....la Lituania li batte di 30.

Unknown ha detto...

Dipende da come giocano gli USA, se sono convinti che uno dei 5 in campo può battere gli avversari da solo giocchicchiando e snobbando gli avversari le prendono senza dubbio...

6playmaker6 ha detto...

mah, secondo me anche se si impegnano non li vedo bene. Non è che, dopo una stagione giocata da pagliacci, poi improvvisamente puoi metterti a giocare a basket....la Lituania e la Grecia li fanno girare come delle trottole

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