Nuovo giro, nuova corsa

A circa un mese di distanza ritorniamo, in sordina, dopo che gli hacker hanno fatto fuori il portale PlayIt-USA che ci ospitava (e chissà che non ci accolga di nuovo nel portale appoggiato a WordPress).

Ritorniamo su Blogger che conserva ancora alcuni nostri vecchi post.
Ritorniamo al passato, per ora, senza affiliazioni e al di fuori dai canali più visitati.
Ritorniamo, come MJ nei videogiochi (Nba 2k11).
Ritorniamo come la Nba fra pochi giorni.
Ritorniamo come il FantaNba che da un paio di anni ci caratterizza (appoggiati a Yahoo!)
Ritorniamo punto e basta, grazie a Peve (Signore supremo di questo blog), che tra mille cose da fare ha trovato il tempo di riaccendere USBasket-ita e che si becca i miei pubblici ringraziamenti. Grazie Peve.

Quindi (ri)benvenuti a tutti, se ci state leggendo significa che ci avete (ri)trovati e, probabilmente, (ri)cercati.
Siamo sopravvissuti e ora ricominceremo a macinare post per condividere le nostre opinioni, raccontarvi qualche storia o per darvi semplicemente qualche notizia che ci sembra interessante, come sempre incuriositi da ciò che pensate voi e bramosi di civili dibattiti e scambi di opinioni.
Nel frattempo, metto un po' di musica...

FANTANBA 2010/2011

Con un grave ritardo a causa dell'attacco hacker a playit.usa, annunciamo qui l'apertura del consueto fantanba di USB-ITA.

C'è ancora tempo per iscrivere la propria squadra! Per chi volesse iscriversi, può farlo sempolicemente cliccando qui sotto:

Ambulo ergo ludo

Se, oltre a chiedervi chi diavolo mi ha insegnato il latino, vi state chiedendo anche di cosa parlerà questo post, allora la risposta (alla vostra seconda domanda; per la prima le eventuali colpe sono totalmente mie) è Kobe Bryant.
Perché? Perché il ragazzo oltre ad avere un dito rotto e un mignolino fastidioso da almeno un anno e mezzo, ha da poco aggiunto un mal di schiena versione T-Mac, di quelli che ti fanno al massimo camminare.
Bene, con tutti questi acciacchi si metterà a riposo hanno pensato quasi tutti, invece no, Il Mamba vuole sempre scendere in campo per mordere le eventuali prede, financo fosse mordicchiarle o addirittura solo rosicchiarle, ma lui deve stare lì, in campo.
Kobe sembra conoscere un unico posto in cui stare, possibilmente in posizione verticale e con la mano calda davanti a un canestro.
Qualche giorno fa, quando il dolore si era presentato in maniera solenne, ha abbandonato il campo prima che la sirena decretasse la sconfitta dei suoi Lakers, ma solo perché "Non riuscivo neppure a camminare, e questa è l'unica situazione in cui non gioco". In altri termini, se può camminare può anche giocare.
Niente risposo, il suo letto è il parquet e la sua medicina il pallone, poi dopo tre sconfitte magari ci scappa pure la vittoria contro Dallas, magari coll minimo stagioanle ma (magari) i Lakers hanno vinto grazie a un suo tiro che ha chiuso definitivamente i giochi.
Naturalmene sempre camminando.

Dueling Guns

Breve articoletto post natalizio per segnalare l'ennesima storiaccia Nba, di cui immagino molti abbiano già sentito parlare.
In breve, pare che Gilbert Arenas e Javaris Critterton siano venuti alle pistole per regolare una piccola questione su una scomessa (pare corse di cavalli). Agent 0, irritato dal comportamento riluttante del compagno di squadra di annullare un debito avrebbe tirato fuori dall'armadietto una pistola trovandosi in men che non si dica a dover fronteggiare anche lui un grilletto e una canna pronta a fumare (non in quel senso!). Pare che anzi le pistole fossero addirittura tre...
Gilberto ci scherza su, ma nel 2003 dovette già ammettere il possesso illegale di armi da fuoco e questa volta ha fatto il bambino cattivo portando i suoi giocattoli a Washington, dove, a differenza di gran parte degli USA, le leggi hanno una discreta allergia alle armi da fuoco (pene pesanti e giudici severi).
Si sarebbe messa in mezzo anche l'FBI per la questione delle scomesse.
Ma, con tutti i soldi che si prendono tra stipendio e sponsor, tutti i ragazzini che li ammirano, pensare solo a far vincere gli Wizards, magari con quel tocco di magia che abbiamo visto qualche anno fa proprio no?

L'anti Western

Appena qualche girno fa scrivevo da queste parti di come sia ingiusto considerare la Eastern Conference a livello della Western, e di come l'equilibrio della prima sia solo fasullo e maschera della mediocrità di più della metà delle squadre che la compongono. Le altre squadre però, quelle non mediocri ma anzi facenti parti dell'elite non solo della Conference ma anche dell'intera Lega hanno un passo decisamente diverso.
Su tutte spiccano i Cleveland Cavaliers. Dopo un inizio paerecchio stentato, dovuto senz'altro alla fase di assorbimento di Shaq, i Cavs si stanno ora dimostrando la squadra più tosta di tutte, organizzatissima e in grado di leggere in modo eccellente le partite, adattando il proprio gioco sia agli avversari sia ai propri giocatori sul campo: come non notare le differenze tattiche che Mike Brown adotta rispettivamente con Shaq (tanto post), Zi (più libero di muoversi e spesso chiamato al tiro lontano da canestro) e Varejao (che se prende palla e segna di solito lo deve alla sua consueta grinta o al fatto di venir colpevolemente battezzato dagli avversari se no è li per i blocchi).
Spiccano i Cavs soprattutto perché quando si sono trovati davanti a squadre della Western Conference con record sopra il 60% hanno innestato la marcia superiore vincendo sempre con almeno 15 punti di scarto, sempre in pieno controllo del match. Sofferenza solo contro Sacramento, dove c'è voluto un overtime per averne ragione (per i Lakers ce ne sono voluti due e un super Kobe al secondo overtime), ma lo si può spiegare con un calo di concentrazione più che comprensibile, soprattutto in questa fase della stagione.
I Cavs hanno dunque vinto tutte le ultime 4 partite contro squadre dell'ovest (Suns, Kings, Lakers e Rockets) convincendo e facendo fare brutte figure agli avversari, Lakers in testa, letteralmente annientati allo Staples Center.
I meriti di queste performance? Uno va a dato sicuramente a Mo Williams che è in un periodo con la mano piuttosto calda. Un altro alla difesa capace di chiudere tutte le vie agli avversari e forzarli a tiri con basse probabilità di vedere "il fondo del secchiello" (come dieva il buon Bagatta nelle sue telecronache per i vecchi titoli EA Sport Nba Live). Ancora, la già citata adattabilità del gioco a seconda delle condizioni e poi, per ultimo ma non ultimo, il fattore LeBron James. Maturato ancora ("Potrebbe già allenare" ha detto Shaq di lui), poco incline alle forzature (tira col 50% in stagione, frutto di un progressivo avvicinamento al canestro del suo gioco), praticamente infallibile nei momenti cruciali (come i finali di tempo o di gara), difensore di tutto rispetto (fare un contropiede con lui alle spalle vuol dire vedere con tutta probabilità una sua stoppata), dominante fisicamente. Si avvicina ad essere il miglior giocatore dell'attuale Nba (gli mancano ancora le vittorie per essere il migliore di sempre) per completezza, forse ancora in gara con Kobe ma il sorpasso è sicuro. Gli manca, e gli mancherà sempre, l'eleganza del Mamba o di MJ, ma si tratta di giocatori diversi chiamati ad altri compiti dalle rispettive squadre, con l'ovvio obiettivo comune di portarsi a casa il titolo.